Serre fotovoltaiche

“Rientrano in questa tipologia le installazioni nelle quali i moduli fotovoltaici costituiscono gli elementi costruttivi della copertura o delle pareti di manufatti adibiti, permanentemente per tutta la durata degli incentivi, a serre dedicate alle coltivazioni agricole o alla floricoltura. La struttura della serra, in metallo, legno o muratura, deve essere chiusa (la chiusura può eventualmente essere stagionalmente rimovibile), fissa ed ancorata al terreno. I moduli, ovvero la porzione di copertura della serra in cui essi sono integrati, devono avere una distanza minima dal suolo di 2 m. Inoltre, al fine di garantire la coltivazione sottostante, le serre a seguito dell’intervento devono presentare un rapporto tra la proiezione al suolo della superficie totale dei moduli fotovoltaici installati sulla serra e della superficie totale della copertura della serra stessa non superiore al 50%. Le serre fotovoltaiche risultano essere impianti fotovoltaici la cui tariffa incentivante sarà pari a quella spettante per “impianti fotovoltaici realizzati su edifici”.

Di seguito sono elencati i vantaggi di una serra fotovoltaica nei rispetti di un classico impianto fotovoltaico:
  • la struttura della serra e le attività che vi si svolgono sono compatibili con l’installazione fotovoltaica e con l’attività agricola;
  • le serre generalmente necessitano di schermare la radiazione luminosa; l‘utilizzo dei moduli fotovoltaici come copertura è quindi generalmente utile e non un ostacolo alla coltivazione;
  • l’esposizione delle serre esistenti è generalmente favorevole e quindi è possibile ipotizzare semplici azioni di riconversione;
  • l’energia elettrica prodotta dagli impianti posti sulla serra stessa può essere utilizzata per le attività di climatizzazione, controllo, irrigazione di cui necessitano le colture per poi immettere in rete il surplus di elettricità prodotta;
  • si ha la possibilità di sviluppare impianti anche di ampie dimensioni, evitando nello stesso tempo la sottrazione di terreni destinati all’agricoltura;
  • si ha la possibilità di beneficiare di un iter per l’autorizzazione più rapido rispetto a quello previsto per i normali impianti fotovoltaici;
  • si ha un vantaggio fiscale: la serra è accatastabile come edificio agricolo, ed in quanto tale è esente da qualsiasi imposta comunale sugli immobili (ad es. ICI/IMU);
  • la serra fotovoltaica è un’installazione ancorata al terreno composta da due fonti di business: sotto la copertura si tratta di una normale serra dedicata alla coltivazione, mentre il tetto è ricoperto di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica”.

Sintesi della procedura autorizzativa

L’iter autorizzativo della serra non è complesso, ma la normativa può subire variazioni sostanziali a seconda della Regione di competenza ed è quindi necessario approfondire l’iter autorizzativo valutando la normativa locale.
L’ente competente per l’erogazione delle autorizzazioni risulta essere quasi sempre il Comune, mentre la tipologia di autorizzazione necessaria è quella della DIA (Denuncia inizio attività) o il Permesso a Costruire. Il parere dell’Ispettorato Agricoltura, del Genio Civile o di altri enti è richiesto solo in alcune regioni, nelle quali l’autorizzazione è rilasciata unicamente in seguito al rilascio di tale documento. La verifica di assoggettabilità a VIA (Verifica impatto ambientale) è esclusa per alcune regioni, mentre in altre dipende dalla dimensione della serra/impianto. Infine, bisogna tener conto dell’iter autorizzativo per l’elettrodotto che collega l’impianto al punto di connessione. con la rete elettrica.

Incentivi Quarto conto Energia per il 2012

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Incentivi Quarto conto Energia per il 2013

Ai  sensi del DM del 5 Maggio 2011, pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 12/05/2011, “pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline hanno diritto a una tariffa pari alla media aritmetica fra la tariffa spettante per «impianti fotovoltaici realizzati su edifici» e la tariffa spettante per «altri impianti fotovoltaici»”.

Tale impostazione normativa è stata variata dal DL 1/2012 (art. 65 ) in cui si attribuisce agli impianti su serra la stessa tariffa incentivante attribuita agli impianti su edifici. Tale variazione normativa, se confermata in fase di conversione in legge del decreto, attribuirà alle serre il massimo contributo incentivante previsto dalla normativa italiana. Si precisa che la mancata conversione in legge del precedente articolo, pur determinando un ritorno alla normativa precedente, non avrà un effetto particolarmente negativo sulle ipotesi operative descritte nel presente documento.

Note Normative sulle attività agricole

Qualifica di società agricola come Imprenditore Agricolo Professionale (IAP)
Secondo quanto stabilito dall’art. 10 del D. Lgs. n. 228/2001. le società sono considerate imprenditori agricoli a titolo principale qualora, oltre alla previsione nell’oggetto sociale dello statuto dell’esercizio esclusivo dell’attività agricola, ricorrano le seguenti condizioni:

  • nel caso di società di persone qualora almeno la metà dei soci sia in possesso della qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale (per le società in accomandita la percentuale si riferisce ai soci accomandatari);
  • nel caso di società cooperative qualora utilizzino prevalentemente prodotti conferiti dai soci ed almeno la metà dei soci sia in possesso della qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale;
  • nel caso di società di capitali qualora oltre il 50 per cento del capitale sociale sia sottoscritto da imprenditori agricoli a titolo principale.

Imprenditore Agricolo Professionale (IAP)
Tale figura viene introdotto con il Decreto legislativo 29 marzo 2004 n. 99, entrato in vigore il 7 maggio 2004.
All’articolo 1, comma 1 viene definito imprenditore agricolo professionale (IAP) “colui il quale, in possesso di conoscenze e competenze professionali ai sensi dell’articolo 5 del regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, dedichi alle attività agricole di cui all’articolo 2135 del codice civile, direttamente o in qualità di socio di società, almeno il cinquanta per cento del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricavi dalle attività medesime almeno il cinquanta per cento del proprio reddito globale da lavoro”.

Normativa fiscale
L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare N.32/E del 06 Luglio 2009, ha voluto chiarire definitivamente gli “aspetti fiscali” relativi alla produzione e cessione di energia elettrica da fonti rinnovabili fotovoltaiche per gli “Imprenditori Agricoli” (Articolo 1, comma 423, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 e successive modificazioni).

Determinazione del reddito derivante dalla produzione di Energia Elettrica e Calorica da fonte fotovoltaica:

  • la produzione di energia fotovoltaica derivante dai primi 200 KW di potenza nominale complessiva, si considera in ogni caso connessa all’attività agricola;
  • la produzione di energia fotovoltaica eccedente i primi 200 KW di potenza nominale complessiva, può essere considerata connessa all’attività agricola nel caso sussista uno dei seguenti requisiti:
    • la produzione di energia fotovoltaica derivi da impianti con integrazione architettonica o da impianti parzialmente integrati, come definiti dall’articolo 2 del D.M. 19 febbraio 2007, realizzati su strutture aziendali esistenti;
    • il volume d’affari derivante dell’attività agricola (esclusa la produzione di energia fotovoltaica) deve essere superiore al volume d’affari della produzione di energia fotovoltaica eccedente i 200 KW. Detto volume deve essere calcolato senza tenere conto degli incentivi erogati per la produzione di energia fotovoltaica;
    • entro il limite di 1 MW per azienda, per ogni 10 KW di potenza installata eccedente il limite dei 200 KW, l’imprenditore deve dimostrare di detenere almeno 1 ettaro